ADULTI O BAMBINI


di Antonella Pederiva

foto /antonella pederiva

ADULTI O BAMBINI

Quella che segue la mia prefazione è una bellissima analisi della fragilità umana attribuita dal web a Janusz Korczak ma rivendicata dalla pedagogista ed educatrice Emily Mignanelli. Non sono né pedagoga né psicologa di professione, anche se credo di avere una predisposizione all’ascolto dell’altrui dolore. Qualcuno la definisce empatia, forse è solo profondità di pensiero. Credo sia faticoso comprendere. Faticoso riconoscere. Faticoso perdonarsi. Faticoso perdonare. Ogni vissuto porta le sue inevitabili sconfitte, i propri tormenti, le proprie insicurezze, i propri dolori, insiti, laceranti, incomprensibili persino a noi stessi. Siamo errori vaganti. Siamo tutto ciò che siamo. Siamo ciò che eravamo. Ciò che i nostri geni trasportano. Ciò che vorremmo essere. Ciò che non siamo. Ciò che gli altri credono che siamo.
(Antonella Pederiva)

“Adulto è colui che ha preso in carico il bambino che è stato, ne è diventato il padre e la madre.

Adulto è colui che ha curato le ferite della propria infanzia, riaprendole per vedere se ci sono cancrene in atto, guardandole in faccia, non nascondendo il bambino ferito che è stato, ma rispettandolo profondamente riconoscendone la verità dei sentimenti passati, che se non ascoltati diventano, presenti, futuri, eterni.

Adulto è colui che smette di cercare i propri genitori ovunque, e ciò che loro non hanno saputo o potuto dare.
E’ qualcuno che non cerca compiacimento, rapporti privilegiati, amore incondizionato, senso per la propria esistenze nel partner, nei figli, nei colleghi, negli amici.

Adulto è colui che non crea transfert costanti, vivendo in un perpetuo e doloroso gioco di ruolo in cui cerca di portare dentro gli altri, a volte trascinandoli per i capelli.

Adulto è chi si assume le proprie responsabilità, ma non quelle come timbrare il cartellino, pagare le bollette o rifare i letti e le lavatrici.
Ma le responsabilità delle proprie scelte, delle proprie azioni, delle proprie paure e delle proprie fragilità.
Responsabile è chi prende la propria vita in carico, senza più attribuire colpe alla crisi, al governo ladro, al sindaco che scalda la poltrona, alla società malata, ai piccioni che portano le malattie e all’insegnante delle elementari che era frustrata e le puzzava il fiato.
Sembrano adulti ma non lo sono affatto.

Chi da bambino è stato umiliato, chi ha pensato di non esser stato amato abbastanza, chi ha vissuto l’abbandono e ne rivive costantemente la paura, chi ha incontrato la rabbia e la violenza, chi si è sentito eccessivamente responsabilizzato, chi ha urlato senza voce, chi la voce ce l’aveva ma non c’era nessuno con orecchie per sentire, chi ha atteso invano mani, chi le mani le ha temute.
Per tutti questi “chi”, se non c’è stato un momento di profonda rielaborazione, se non si è avuto ancora il coraggio di accettare il dolore vissuto, se non si è pronti per dire addio a quel bambino, allora “l’adultità” è un’illusione.

Io ho paura di questi bambini feriti travestiti da adulti, perché se un bambino ferito urla e scalcia, un adulto che nega le proprie emozioni è pronto a fare qualsiasi cosa.
Un bambino ferito travestito da adulto è una bomba ad orologeria.
L’odio potrebbe scoppiare ciclicamente o attendere a lungo per una sola e violenta detonazione, altri preferiscono implodere, mutilando anima e corpo, pur di non vedere.

Ciò che separa il bambino dall’adulto, è la consapevolezza.
Ciò che separa l’illusione dalla consapevolezza è la capacità di sostenere l’onda d’urto della deflagrazione del dolore accumulato.
Ciò che rimane dopo che il dolore è uscito è amore, empatia, accettazione e leggerezza.

Non si giunge alla felicità attraverso la menzogna.
Non si può fingere di non aver vissuto la propria infanzia.
Non si può essere adulti se nessuno ha visto il bambino che siamo stati, noi per primi”. (Emily Mignanelli)

Emmeavideopoetry.com
Foto: Antonella Pederiva

Pubblicato da EMMEA Video & Poetry

Rappresenta l'unione di arte(Poesia) e Immagine (video) tra ANTONELLA PEDERIVA, scrittrice, poeta web journalist e MARCO BARTOLOMEI Videomaker.

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