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BENVENUTA AMICA NOTTE

Aforismi & Pensieri

di Antonella Pederiva

foto /Antonella Pederiva

Abbandoniamoci finalmente ad un sonno che porti vigore alle nostre ossa stanche.
Guai se non ci fosse la notte ad acquietarci l’anima!
I rumori del giorno si sono spenti, il ticchettio della sveglia mi fa da sottofondo. Ho sempre amato sentirla scandire i secondi. E anche adesso che è il cellulare a svegliarmi, non ci rinuncio.
Chiudiamo gli occhi e abbandoniamoci ai sogni. Ogni notte la magia si ripete e, come in una favola, popoliamo la nostra vita di creature fantastiche, di nuovi scenari, di nuove opportunità.
Tutto è possibile la notte. Avventure, amori, rischi, viaggi, ritorni. Persino le persone che ci hanno lasciato ritornano. A ricordarci che non sono andate per sempre, che sono ancora tra noi. Visi amici e visi sconosciuti.
Le incontreremo mai nella vita del giorno le persone che abbiamo conosciuto di notte? Chissà!
Un ultimo pensiero a chi ci sta nel cuore. Benvenuta amica notte!

(Antonella Pederiva)

Emmeavideopoetry.altervista.org
Foto: Antonella Pederiva

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Pietruccio Montalbetti racconta uno dei suoi viaggi …in Perù

Il grande Pietruccio leader dei DIK DIK sul nostro sito emmeavideopoetry !!!

Uno dei mie viaggi in solitario mi porto in Perù. Da Lima percorsi tutta la costa del Pacifico con mezzi di fortuna costeggiando sulla destra l’oceano interessato dalla corrente di Humbolt che creando un abbassamento di 7 gradi l’acqua crea una condizione dove sulla sinistra c’è deserto,mentre i vapori attraversando la catena montuosa crea grandi pioggia nella Amazzonia. Il mio intento primario era raggiungere la regione Nazca per ammirare le linee di Nazca. La civiltà Nazca apparve nel 1 secolo a.C e decadde nel VI secolo d. C La mancanza assoluta di pioggia ha fatto sì che le linee che rappresentano centinaia di figure come : ragni, scimmie,colibrì,lucertole e altri animali sono rimaste intatte Il mistero dello scopo è a tutt’oggi inspiegate. Io sono arrivato e dopo aver noleggiato un piccolo velivolo le ho potuto vedere e fotografare,poi per mia fortuna ho assistito ad una conferenza della più grande ricercatrice di questi disegni “ Maria Reiche” le dimensioni delle figure sono enormi pari a un campo di calcio e a volte molto di più, vista dal basso si presentano come semplici solchi Si sostiene dal popolo Nazca, che furono create per dire grazie agli dei ??!!

Pietruccio Montalbetti

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Come sono diventato Videomaker

Una grande passione per le videocamere sin da piccolo, quando mi divertivo a filmare amici e personaggi di Bonelle, un piccolo paese toscano

marcobartolomei videomaker

Sono nato in un piccolo paese di nome Bonelle , ad una manciata di kilometri da Pistoia, in Toscana. Sin dall’età di 10 anni ho coltivato una grande passione per i film e soprattutto per le modalità con cui venivano creati.Nel 1974 ho usato per la prima volta una videocamera super 8 philips , che mi fece provare un amico. Nel 1980 comprai la mia prima videocamera; una sony analogica con 150 mila lire. …. continua… Mi piace continuare con l’intervista rilasciata ad ANTONELLA PEDERIVA, scrittrice, poeta coll.ce giornalistica.

Marco Bartolomei. Una vita da Videomaker.

Antonella Pederiva, citizen web journalist, scrittrice e poeta veneta / coll.ce di Marco Bartolomei

5 Luglio 2018 Antonella Pederiva

Incontrare Marco Bartolomei è entrare in un mondo fatto di suoni e movimenti, e di paesaggi. E’ fare un viaggio senza bisogno di prendere aerei e treni, basta fissare lo sguardo sui suoi video. Documentari e musica, grandi concerti che ti portano direttamente lì, dove la sua telecamera li ha osservati. Inquadrature mozzafiato, che rivelano istanti e catturano espressioni. L’appuntamento è a Cittadella, nel mio Veneto, e il suo primo commento è ” Meravigliosa. Questa la devo filmare!” . Non smette mai di essere videomaker, Marco, nemmeno mentre sorseggia il caffè; i suoi occhi vagano alla ricerca di un particolare, i suoi occhi inquadrano, analizzano, curiosi e vitali, mettono a fuoco.

Un grande professionista, freelance, sulla scena da più di trent’anni.

Qual è stato, Marco, il motivo per cui hai deciso di fermare il mondo in una telecamera?

Fin da piccolo, ho avuto questa passione per le vecchie cineprese, per i filmini in super-otto. Mi piaceva seguire e osservare quelle tre o quattro persone che si dilettavano a riprendere. Ricordo che stiamo parlando diquarant’anni fa, ed erano veramente pochi quelli che vi si cimentavano.

Video e arte. Un connubio possibile?

Un connubio sicuramente possibile. Arte e video insieme si completano. L’arte senza video può restare prerogativa di pochi. La bellissima città di Bassano del Grappa, raccontata attraverso il mio video “Passeggiando per Bassano”, potrebbe essere irraggiungibile dagli anziani della mia città, Pistoia. Il mio video gliel’ha portata a casa e fatta conoscere. Così è anche per un’opera d’arte, per un quadro, per un concerto.

I video sono arte?

Sì, i video sono arte e chi li fa deve essere un artista.

Cosa pensi sia cambiato nel tuo lavoro dai tuoi esordi ad oggi?

Quando io ho iniziato, si era agli albori delle videoriprese. C’erano le cassette VHS e guardavamo in TV ciò che i cameraman filmavano. Io filmavo Damasco, poeta popolare del mio paese, oppure le feste più importanti di Pistoia. Al massimo qualcosa su Firenze. Ora, con l’avvento dell’era digitale, è cambiato tutto. Soprattutto dal 2000, con i social Network, con Facebook, con Instagram, con Twitter. Tutti possono vedere video sui loro telefonini o sul PC, quindi anche il lavoro del cameraman, che nel frattempo si è evoluto in videomaker, ha dovuto adeguarsi, è diventato ancora più difficile; è diventato, appunto,un’arte. Bisogna saper postare sulle piattaforme, bisogna aggiornarsi continuamente per restare a passo con i tempi, per reggere la concorrenza.

A quale tuo video sei più affezionato?

Ce ne sono molti, ma quello a cui sono più affezionato in assoluto è quello che ho fatto ad Ermal Meta, il vincitore di Sanremo di quest’anno insieme a Fabrizio Moro, a Montespertoli, un anno fa. Ermal è rimasto nell’ombra per anni come compositore e paroliere. Aveva scritto brani per Emma, lo stesso Moro, Mengoni. Io mi ero accorto che nella classifica dei più venduti, i primi cinque erano stati scritti da lui. Ho preso al balzo l’opportunità di incontrarlo, intervistarlo e filmarlo. In lui ho trovato un animo sensibile, una bella persona, vera. Dopo quella prima volta lo ho intervistato altre volte, a Firenze, Perugia, ad Assisi e a Pistoia per il Festival Blues. Siamo rimasti amici e gli ho scritto pure in occasione del Festival di Sanremo. Poi sono affezionato ad altri video importanti, come quello a Gloria Gaynor, grande star internazionale, a Sting, a Santana e poi ad un grande personaggio, Don Backy, che mi ha chiamato personalmente in occasione dell’avvio del suo tour per chiedermi di filmarlo. Un grande onore ed una grande soddisfazione. E’ in queste cose che ti accorgi di aver lasciato un segno e che il lavoro e i sacrifici di una vita sono serviti a qualcosa.

Perché hai optato per un percorso da freelance?

Pochi sanno che io lavoro anche nella sanità, come infermiere. Un lavoro che non mi sono sentito di abbandonare, perché tanto mi ha dato sul piano umano in questi miei 40 anni di servizio. Con l’Usl sono impegnato solo al mattino, questo mi consente di dedicarmi anche a quella che è la mia grande passione. Mi è servito molto il rapporto con il malato perché è necessario essere anche bravi psicologi. Ho trasportato questa mia competenza anche al lavoro di videomaker, per capire l’artista nei suoi diversi aspetti.

Marco Bartolomei qui al Teatro Lyrick di Assisi

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Uno dei miei progetti futuri è quello di venire da te a Bassano per fare “Passeggiando per Bassano 2”. Il primo con le sue oltre 51.000 visualizzazioni è stato un successo. Ha ottenuto consensi in Toscana e in Veneto, ma credo in tutta Italia. Poi ci sono i concerti. A Pistoia ho il Pistoia Blues, dove filmerò grandi artisti nazionali ed internazionali. Primo fra tutti Graham Nash, che presenterà il suo nuovo album “Over The Years”, una raccolta di 30 brani che unisce le sue più famose canzoni. Una grande star internazionale che ha fatto più di 1000 concerti di beneficenza e grande attivista nel sociale. E poi James Blunt, e ancora Francesca Michielin, Gianna Nannini e altri. Ho in programma pure Marostica con Alvaro Soler e tanti altri progetti che fanno seguito ad un 2017, dove con 31 Top-eventi sono salito alla cronaca dei videomaker con le riprese a Ermal Meta, Michele Bravi, Gigi d’Alessio, Modà, Tiro Mancino, Nomadi e molti altri. Vediamo di proseguire su questa strada, con sempre più motivazione e con la voglia di mettersi in gioco.

TUTTO CAMBIA E NIENTE CAMBIA. LA POETICA DI LAWRENCE FERLINGHETTI.

di Antonella Pederiva

Tutto cambia e niente cambia. Tutto passa, tutto è destinato a passare, cambiano gli uomini che calpestano la terra, soffi di vite che sfiorano l’Eterno, echi di nomi e frammenti di ricordi. Ma ciò che è intrinseco all’Uomo sembra non cambiare mai. Caino e Abele, Pietro e Giuda, Barabba e Ponzio Pilato, Erode e Tommaso, cambiano i visi ma non cambiano le azioni, non cambiano le attitudini. L’Uomo non ha mai imparato dai suoi errori, e tutto si ripete, in una giostra che non smette di girare sempre su sé stessa. (Antonella Pederiva)

fonte foto Web

TUTTO CAMBIA E NIENTE CAMBIA di Lawrence Ferlinghetti

Tutto cambia e niente cambia

Finiscono secoli

e tutto continua

come nulla finisse

Come le nubi ancora s’arrestano a mezzovolo come dirigibili presi tra venti contrari

E la febbre dell’efferata vita di città ancora strozza le strade

Ma ancora io sento cantare

ancora le voci dei poeti

mischiate agli schiamazzi delle troie

nell’antica Mannahatta

o nella Parigi di Baudelaire

echeggiare richiami d’uccelli

lungo i vicoli della storia

ora coi nomi cambiati

E ora siamo nel Novecento

e la Borsa è di nuovo crollata

E mio padre vagabonda qui vicino con il fedora in testa

occhi sui marciapiedi

un’unica lira italiana

e un centesimo che raffigura la testa di un indiano in tasca

Trafficanti di liquori e carri funebri passano al rallentatore

Risuona la campana di ferro di una chiesa

frammista agli allarmi delle macchine nell’anno duemila

Mentre abiti nuovi corrono al lavoro in grattacieli oscillanti

mentre gli strilloni ancora strillano annunciando l’ultima follia

E risate s’alzano

sul mare lontano

Se ne è andato da poco, il 22 febbraio, LAWRENCE FERLINGHETTI.

Poeta, romanziere, drammaturgo, libraio, editore, pittore, nato nel 1919 a Yonkers, nello Stato di

New York, da padre bresciano, cresciuto in Francia, approdato negli anni cinquanta a San Francisco,

che divenne, poi, sua patria di adozione, nel 1953 fondò “City Lights”, la prima libreria al mondo a

vendere esclusivamente tascabili, che, in poco tempo, diventò anche casa editrice. Non fu solo

libreria “City Lights” ma, anche e soprattutto, luogo di ritrovo e di crescita per generazioni di artisti e

scrittori americani e non solo. Processato nel 1956 con l’accusa di messa in circolazione volontaria e

oscena di scritti indecenti per aver pubblicato uno dei manifesti di quel movimento letterario, l’Urlo

di Ginsberg, fu poi prosciolto sulla base del Primo emendamento, che nella Costituzione americana

tutela la libertà di parola. Con lui se

ne va l’ultimo dei poeti della Beat Generation, (anche se di sé diceva di essere l’ultimo dei bohémien) un uomo, un artista che si batté sempre perché l’arte fosse

accessibile al popolo, non, come lui stesso in più occasioni affermò, “a solo una manciata di

intellettuali molto colti”. Antimilitarista, antitotalitarista e anarchico anche Ferlinghetti si interrogò sul

ruolo del poeta nella società: “A cosa servono i poeti in quest’epoca? / A cosa serve la poesia? / Lo

stato del mondo invoca la poesia a salvarlo”. Poeta delle antinomie, le sue liriche sono impregnate

di un misticismo cosmico universale. Lontano da ogni appartenenza ideologica, privo di orizzonti

dottrinari, filosofo sensibile alla libera espressione, aldilà di ogni divisione culturale e di genere, fu

autore di autentici best-seller poetici (A Coney Island of the Mind è stato tradotto in nove lingue), tra

i quali anche Scene italiane, Poesie inedite (Minimum Fax, 1995), L’amore nei giorni della rabbia

(Mondadori, 1999), Il lume non spento (Interlinea, 2008) e la raccolta antologica Poesie (Guanda, 2005).

Emmeavideopoetry.comEmmeavideopoetry.blogspot.com

INQUIETUDINE

di Antonella Pederiva

fonte foto / web

“Gli inquieti si legano tra loro senza bisogno di molte parole” (Susanna Tamaro) Inquietudine, questa condizione dell’anima. Se troppa inquietudine fa male, senza inquietudine non può esistere cambiamento. È l’inquietudine che ci spinge a progredire nella conoscenza di noi stessi. È l’inquietudine che ci conduce ad esplorare mondi nuovi, sentieri vergini ai nostri passi, sentimenti sconosciuti al nostro cuore……(Antonella Pederiva)

RUGHE DEL TEMPO

di Antonella Pederiva

fotomontaggio da immagini web

Ecco che un altro giorno ci saluta. Minuti ed ore che si sono rincorse in un gioco accelerato dalla fretta del Tempo. Ed il Tempo si diverte a pirografare solchi, sul nostro viso, sulla nostra pelle. Le chiama rughe e raccontano di noi, della nostra vita, dei nostri sorrisi e dei nostri pianti…(Antonella Pederiva) Ogni ruga sui nostri volti è una storia vissuta con coraggio, orgoglio, sorriso, pianto, amore. Sono come le parole d’un libro aperto sfogliato dal tempo davanti agli occhi del mondo.(Alda Merini)

ARRIVERA’ L’INVERNO

di Antonella Pederiva

DIPLOMA D’ONORE CON MENZIONE DI ENCOMIO AL PREMIO INTERNAZIONALE MICHELANGELO BUONARROTI 2019 – MENZIONE AL MERITO AL PREMIO INTERNAZIONALE SALVATORE QUASIMODO 2019.

Oggi vi ripresento la mia poesia

immagine collage realizzata da immagini web.





ARRIVERÀ L’INVERNO

Diacronicamente

si sposta

la linea della vita

attraversando un tempo

che resta in sincronia

dentro alla mente.

Fermi immagine,

fotografie,

specchi capovolti

della stessa identità,

uguale monade

che oltrepassa spazi,

che incrocia sguardi,

attimi e momenti.

Sul prato fioriscono

come allora

le rose

e il vento gioca

a soffiar via le foglie.

Solo il bianco dei capelli

e qualche ruga

mi ricorda che

arriverà l’inverno.

Antonella Pederiva – ARRIVERÀ L’INVERNO daFiore di Loto (Aletti Editore) ©

DISTANZA E PRESENZA. IL BACIO DI NERUDA

di Antonella Pederiva .

Nel giorno di San Valentino, vorrei proporvi una mia riflessione su una bellissima poesia di Pablo Neruda.

fotomontaggio da immagini web

DISTANZA E PRESENZA. IL BACIO DI NERUDA

Un flusso di energia che passa da ogni centimetro della mia pelle ad ogni centimetro della tua pelle, da ogni mia fibra ad ogni tua fibra. Questo è l’abbraccio. Una riserva di calore che ti riscalda il cuore per ore. L’abbraccio non chiede parole. Parla con il linguaggio delle emozioni. Esprime sensazioni e sentimenti. Non mente l’abbraccio, solo l’abbraccio vero arriva al centro dell’anima portando benefico tepore. È terapeutico l’abbraccio, come terapeutico è l’amore. Come terapeutico è il sentirsi amati. In questo periodo di distanziamento forzato, l’abbraccio è il pensiero e sono le parole.”Ci sono parole con il corpo e parole senza corpo. Libertà è una parola senza corpo. Come anima. Come amore. Parenti dell’aria e come l’aria senza confini definiti”, scriveva il compianto poeta friulano Pierluigi Cappello. L’amore ha bisogno anche di abbracci ma il vero amore si esprime oltre ogni barriera fisica e abbatte ogni distanza. “Più presente di ogni presenza”, recita un verso di una mia poesia ancora inedita, perché chi ti vuole bene e ti ama, trova il modo di esserci sempre, ti coccola e ti consola, ti abbraccia nel vento, nel sole e nella pioggia, ride con te e ti asciuga le lacrime col soffio della speranza.(Antonella Pederiva)

Ti manderò un bacio con il vento

e so che lo sentirai,

ti volterai senza vedermi ma io sarò li

Siamo fatti della stessa materia

di cui sono fatti i sogni

Vorrei essere una nuvola bianca

in un cielo infinito

per seguirti ovunque e amarti ogni istante

Se sei un sogno non svegliarmi

Vorrei vivere nel tuo respiro

Mentre ti guardo muoio per te

Il tuo sogno sarà di sognare me

Ti amo perché ti vedo riflessa

in tutto quello che c’è di bello

Dimmi dove sei stanotte

ancora nei miei sogni?

Ho sentito una carezza sul viso

arrivare fino al cuore

Vorrei arrivare fino al cielo

e con i raggi del sole scriverti ti amo

Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno

tra i tuoi capelli,

per poter sentire anche da lontano

il tuo profumo!

Vorrei fare con te quello

che la primavera fa con i ciliegi.

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Te mando un beso con el viento

y sé que sientes,

te das la vuelta sin verme, pero yo estaré allí.

Estamos hechos de la misma materia

de los cuales están hechos los sueños

Me gustaría ser una nube blanca

en un cielo infinito

a seguir a todas partes y disfrutando cada momento.

Si eres un sueño no despertarme

Yo quiero vivir en tu aliento

Mientras te miro muero para ti

Su sueño se hará soñar conmigo

Te quiero porque te ves reflejado

en todo lo que es bello

Dime dónde estás esta noche

incluso en mis sueños?

Sentí una palmada en la cara

llegar al corazón

Me gustaría llegar al cielo

y con los rayos del sol para escribir Te amo

Me gustaría que el viento soplaba cada día

a través de tu pelo,

con el fin de escuchar de lejos

tu olor!

Me gustaría hacer contigo lo que

la primavera hace con los cerezos

(Pablo Neruda, El beso, 1924)

SOGNI INFRANTI da “Anima d’aquila” (Alpinia Itinera)

di Antonella Pederiva .

Foto: Illustrazione per “Anima d’aquila” tratta dall’opera “Nessun grado di separazione” di Samuele Degetto. Mostra meno

Tu un giorno

chiamasti Destino

quest’attesa

che logora

il cuore

Cosa ti frena?

In questo tutto

o niente

di vite spezzate

I tuoi occhi

bruciano

dentro ai miei occhi

Cosa mi frena?

Suprema virtù

è la Ragione

tutto soccombe

forgia catene

edifica muri

Lascia su di noi

il segno

di cuori infranti.

(Antonella Pederiva)

Emmeavideopoetry.com

TI INEBRIERÒ

di Antonella Pederiva .

Nel giorno di San Valentino, una poesia dedicata all’amore.Da “Anima d’aquila” (Alpinia Itinera):

fonte foto / web

TI INEBRIERÒ

Di un altro tempo

in altro luogo

libero da paure

ti porterò.

Ti inebrierò

d’abbracci

e di sospiri spenti

sopra i respiri.

L’anima tua

carezzerò

con mani tremule,

come foglie

cullate dal vento.

Ti spoglierò

e rivestirò d’oblio

e mi scioglierò

nel mare tiepido

dei tuoi occhi.

(Antonella Pederiva)

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VIANDANTI … da Fiore di Loto( Aletti Editore)

VIANDANTI – di Antonella Pederiva dal libro “Fiore di Loto” (Aletti Editore)

Siamo viandanti

in questa

arida terra

di dubbi,

e lasciamo bivi

irrisolti,

e silenzi

a rubarci i pensieri.

Avidi beviamo

i nostri pianti

nei giorni

di arsura.

Intorno a noi

infiniti

deserti di folle

bendate.

Spettatori

ciechi

della nostra

impotenza.

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